Il progetto Galaverna prende vita a Verona nel 2014 per volontà dell’autore delle musiche e dei testi Valerio Willy Goattin, cantante e chitarrista della band. La passione per il rock progressivo anni ’70, per il folk nordico e per la contaminazione musicale ha portato i Galaverna ad intraprendere un nuovo percorso artistico, acustico, ricco di spunti visuali e richiami a dimensioni oniriche. Il prog-folk proposto mira a creare una dimensione unica, coerente, ispirata ad un mondo selvaggio ed antico.
L’obiettivo del progetto è quello di condurre l’ascoltatore in un viaggio musicale che sia il più evocativo possibile.
L’album “Dodsdans” (2015 Rock Cd Records) è un concept che racconta in capitoli le avversità che un uomo deve superare per sopravvivere in un ambiente inospitale. Allo stesso tempo nelle varie canzoni viene esaltata la bellezza, la magia ed il mistero di madre natura, tanto crudele quanto incredibilmente affascinante nella sua purezza.
“Wagdans”, il secondo album, celebra un ritorno alla vita, accompagnando con le proprie sonorità acustiche e bucoliche l’immaginaria danza pagana del Green Man, mentre rende nuovamente floride le terre un tempo inospitali del nostro pianeta. L’uscita è prevista in Cd e vinile per il 27 maggio 2022, tramite la casa discografica italiana AMS Records.

Valerio Willy Goattin: Voce, Chitarre, Percussioni e Harmonium
Simone Marchioretti: Batteria e Percussioni
Simone Rodriguez: Violino e Cori
Stefano Masotto: Basso e Cori
Davide Corlevich: Chitarre e Cori
Lorenzo Boninsegna: Viola
Chiara Delaini: Flauto


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Galaverna

Ettore Vigo piano – tastiere – voce
Martin Grice flauto – sax – voce
Fabio Chighini basso – ukulele – voce
Alessandro Corvaglia voce solista – chit. acustica – tastiere Alfredo Vandresi batteria – percussioni – voce
Michele Cusato chitarre – voce

Nati sul finire degli anni ’60 con il nome di “Sagittari”, i Delirium adottano il nome definitivo con l’ingresso di Ivano Fossati, nel 1970. Nel 1971 realizzano il loro primo album “Dolce Acqua: morbide atmosfere acustiche, sognanti ballate in un’azzeccata miscela di rock, folk e jazz, con arrangiamenti arricchiti dal flauto di Ivano Fossati che avvicina il gruppo allo stile dei più famosi Jethro Tull di Ian Anderson.
La notorietà del gruppo aumenta e l’anno dopo il gruppo partecipa al Festival di Sanremo con il brano “Jesahel” che diventerà un hit con milioni di copie vendute. Nonostante l’abbandono di Fossati, i Delirium con l’ingaggio del flautista – sassofonista inglese Martin Frederick Grice registrano “Lo Scemo e il Villaggio” con il quale il gruppo raggiunge la piena maturità artistica con uno splendido disco di Jazz Progressive. Nel 1974 è la volta di “Delirium III – Viaggio negli arcipelaghi del tempo”, il più progressivo dei loro lavori nel quale viene impiegata una vera sezione di archi. Nel 1975 i Delirium si sciolgono.
Dopo molti anni di silenzio, nel 2001 il gruppo si ricongiunge grazie alla spinta di Pino Di Santo, batterista originale della band.
Nel 2006 realizzano il loro primo live “Vibrazioni Notturne” e nel 2009 l’album “Il Nome del Vento”
Nel 2014 il gruppo rivoluziona la formazione: per motivi famigliari Pino Di Santo si ritira, venendo sostituito da Alfredo Vandresi, grande professionista già batterista con Alberto Radius (Formula Tre); esce poi Roberto Solinas (chitarra e voce), che viene sostituito da Alessandro Corvaglia, già polistrumentista e voce del gruppo Prog ”La Maschera Di Cera”. Dall’inizio 2014 entra infine nel gruppo il chitarrista Michele Cusato, pedina importante per la realizzazione del nuovo album (“L’ERA DELLA MENZOGNA”, ultimato a maggio 2015 e presentato a dicembre anche in vinile) e per la nuova fisionomia del gruppo.
Nel 2022 la band festeggia il 50° anniversario dall’anno che la rese celebre in modo definitivo.


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Delirium

Performance of music and analog animation.
Art for Conservation.

Cecilia Valagussa – live visuals, illustrations.
Marta del Grandi – vocals, live electronics, compositions.
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Fossick

Tra le migliori formazioni di progressive rock italiano del terzo millennio, meritevole di menzione è indubbiamente il quintetto milanese Ubi Maior, che con l’album “Bestie, Uomini e Dèi” celebra il proprio ventennale.
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Ubi Maior

L’album è ritenuto dalla critica uno dei migliori lavori del rock progressivo italiano degli anni ’70. Contiene pezzi elaborati con venature hard rock. La voce di Canali è una delle più interessanti del periodo e risulta azzeccato anche l’utilizzo del flauto, impiegato in maniera originale. Interessanti anche i testi che parlano, in maniera piuttosto cruda, dei disagi sociali. Dall’album fu estratto un 45 giri che porta sul lato A “Una strana regina” e sul lato B la versione strumentale di “Confessione”
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Biglietto per l’inferno

Secondo un referendum indetto dalla rivista Guitar Club, Riccardo Zappa è risultato quale migliore chitarrista acustico italiano per cinque anni consecutivi, dopodichè è stato dichiarato non più votabile.
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foto di Francesco Renne
Riccardo Zappa

L’idea del gruppo Ascanti è quella di raccogliere in un unico repertorio alcuni dei pezzi più belli della tradizione musicale della Bassa Murgia, delle terre dell’Arneo e delle Serre Salentine creando una “musica viva” che si modifica e “riscopre” in chiave moderna grazie all’apporto personale di ogni singolo musicista che porta con sé un bagaglio di esperienze variegato proveniente sia dal mondo della musica popolare che da quella colta, creando una commistione di stili e melodie da cui scaturiscono pezzi originali e di nuova composizione.
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Ascanti

Maddalena Miramonti “Nena”
Pianoforte e Tastiere

Giancarlo Antonicelli
Chitarra elettrica

Giuseppe Miramonti “Mira”
Basso, Violoncello, Chitarra acustica, Chitarra 12 corde

Filippo Terzaghi
Batteria e Percussioni

Sergio Masocco
Voce e Tastiere

Gabriele Corti
Chitarra acustica, Chitarra midi, e voce

Le Origini della CFC Band

La CFC Band nasce nell’ovest milanese nel 1974, quando il più anziano tra i membri aveva solo 16 anni e il più giovane 14. Dopo sei mesi di intense prove, il gruppo debutta dal vivo eseguendo “The Musical Box” dei Genesis, tratto dall’album “Nursery Cryme” del 1971. L’anno successivo, nella primavera del 1975, la band presenta dal vivo sei brani tratti dall’album “The Lamb Lies Down on Broadway”, pubblicato pochi mesi prima. Questi concerti sanciscono la loro vocazione come una delle cover band più prolifiche, sia nel panorama Genesis che nella musica progressive nazionale e internazionale dell’area ovest di Milano.

Un Legame Indissolubile con i Genesis

Sergio, Giancarlo, Mira e Gabriele, dopo più di cinquant’anni di attività, continuano a portare avanti il progetto della band prog, cimentandosi anche nella scrittura di brani originali. Tuttavia, il loro amore per la musica dei Genesis degli anni Settanta, quella storica epoca con Peter Gabriel, rimane il filo conduttore che li lega profondamente al proprio percorso artistico.

Nuove Energie e Generazioni

Recentemente, il gruppo si è arricchito dell’entusiasmo, della tecnica e della passione per la Musica con la “M” maiuscola, grazie all’arrivo di due giovani musicisti diplomati al conservatorio: Nena Miramonti e Filippo Terzaghi. La loro presenza testimonia come il Progressive Rock abbia saputo conquistare un posto nella storia della musica e continui ad affascinare anche le nuove generazioni.


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CFC

Fossick Project mira a creare spettacoli audiovisivi sul rapporto tra uomo e natura per suggerire una riflessione sulle questioni ambientali e aumentare la consapevolezza sulle cause urgenti. (altro…)

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Fossick Project

Perché una tribute band dei Marillion? Perché dei musicisti rodati e affermati come Alessandro Corvaglia (Delirium, La Maschera di Cera), Guglielmo Mariotti (ex The Watch, Taprobran, La Bocca Della Verità), Roberto Leoni (ex The Watch) e Marcella Arganese (Ubi Maior) dovrebbero cimentarsi in un’impresa del genere?
Sembrerebbe lecito chiederselo, ma, in realtà, la vera domanda è questa: esisterebbe il prog nel 2018 senza i Marillion?
L’unico gruppo che nei famigerati anni ’80 è stato in grado di riportare su palcoscenici importanti qualcosa che non fosse la solita canzonetta da tre minuti sono stati proprio loro. (altro…)

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Mr. Punch